Salt flower & Cookies

Se vuoi leggerlo in ITALIANO ecco qui

When you live in three different houses and you move with many things in different bags, losing something is inevitable, above all in the house where your family lives.

I had lost my Fleur de Sel.

I searched and searched and then it reappeared in the most unimaginable place and , above all, it was reduced to a half O_O
Once my mother forgot to go to supermarket and use it to cook the pasta. Tablespoons of Fleur de Sel thrown away for the pasta…

Now I have to wait for the end of summer for the new harvest.

Thanks to connection, or rather I’m Giovanni’s girlfriend, Giovanni is Salvatore’s friend, Salvatore is the Lord of Saline Calcara (Calcara salt pans, I talked about them here), I’ve the last sack of this precious salt from the last harvest at Saline Calcara one year ago, and it was free.

But…how much is the salt at Trapani?“…mmm in effect the normal salt is a cheap substance BUT this is NOT a normal salt, this is the first salt, the best one, and it could be very expensive.

Two years ago I didn’t know fleur de sel (salt flower, if you prefer) but knowing the owner of a salt pan could be useful and romantic! During the summer nights in August, when there aren’t tourists at the salt pans, they are the perfect location to have a party with friends and walk between the pans with your boyfriend under the moonlight.

When there isn’t the moon, salt pans are immersed in the darkness and you can see only lights of far near town, over the sea, because Trapani port and the salt pans look mutually. You could see the Milky Way and thousands of stars, without that urban light. But when there is the moon, which illuminates the pans, stars are on the water.

Between August and September the sun beats down in Sicily and the sea water in the pans begins to evaporate. The first salt on the surface is fleur de sel, little salty isles even surrounded by much water and unadulterated because all impurities sediment. They look like crystalline water lilies which sparkle the thin moonlight, the salt flower indeed.

I don’t know if they call it flower thinking the water lilies or because it’s the best quality of salt.

It’s an unrefined salt but however fine enough, without manipulation. It’s hand-picked by “salinai” (the salt pickers), like in ancient times, when it’s crystallized on the surface because of the mix of wind and sun, and for this reason it’s a Slow Food Presidium product.
There aren’t additives nor preservatives and it includes a more varied mix of mineral salts. It has less sodium chloride, because which it doesn’t cover flavours of foods. I’m looking my Fleur de Sel and it’s silver-grey, damp and friable.

Don’t use it to cook pasta, as a person I know are doing because she forgot to buy it at supermarket. Conserve it for more refined dishes and the unusual recipes.

I wanted the Fleur de Sel to prepare cookies. Yes, Fleur de Sel cookies.

I was looking for an alternative to the usual biscuits for the breakfast at Giovanni’s B&B and I like to test new recipes. I was looking for something of particular and typical in the same time (Trapani sea salt is a Slow Food Presidium but serving it alone for breakfst is not a good idea 😀 ) so I used a Sigrid Verbert recipe from her wonderful food blog Cavoletto di Bruxelles. It’s in italian but there is Google Translate “luckily”.

I tried to translate the recipe for you below:

Fleur de Sel Cookies (Estimated time : 2 hours for kneading, leaving to stand and baking)

• 250 gr/8,82 oz/2 cup “00” Italian Flour”
• 125 gr/4 oz butter
• 125 gr /4 oz/ 1/2 cup white sugar
• 10 gr / 5 tsp vanilla-flavoured powdered sugar ( I used directly 2 gr/ 1 tsp of vanillin)
• 1 egg
• Half teaspoon of Fleur de Sel

I hope that the weight conversations are correct O_O For types of flours I found this article with descriptions of Italian flours

Ok, now we make the cookies:

You have to sift the flavour and mix ith with white sugar, vanillin and fleur de sel.

Add the cool butter (before dice it) and start to knead crumbling all ingredients, the flavour has to “absorb” the butter.

Create a little mountain with flavour crumbs, make a well in the centre and break the egg into it.

Now knead, knead and knead.

When you have a consistent dough, create a ball, cover it with a film and put it in the fridge for one hour.

After you have to roll the dough on a slightly floured surface and obtain a thickness of about 4 mm. Now you can cut the dough in the shapes you prefer while the oven heat at 160 °C. Arrange the cookies on a baking tray ( cover it with the greaseproof paper) and cook for 13 minutes (10 minutes if you want a light color)

With these doses you can have 35-40 super good cookies, with few cheap ingredients you can make a good impression :). You see the little salt crystals “sparkling” on the surface. The flavour? Much vanilla with some crunchy salty crystals distincted. Particular!

This post is short but the translation was very hard. All I can do is keep my fingers crossed for your cookies 😛

If you want to correct my English (please, be kind because I’m a sensitive person and I’m learning) or suggest something, you can write to fioredinespula@gmail.com
If you want to have breakfast at Belveliero in front of Trapani port, you can write here bebilveliero@gmail.com .
If you prefer to have breakfast at Boutique B&B Granveliero and partecipate to cooking workshops with us, write to granveliero@gmail.com (write FIORE in the email to receive a discount! 😉 )

I mercatini di Trapani

Ok, la scrittina “Sono passati 3 mesi dalla pubblicazione di Solstizio d’estate” mi sta perseguitando e comincia a darmi l’angoscia. E’ tempo di essere produttivi, ecco quindi un post che rimando da uno due tre mesi sui mercatini che si fanno a Trapani e che alla fine non sono male da vedere se stai passando da queste parti e c’è troppo vento per andare alle isole. Forse è un post inutile ma a me piace scrivere qua, anche se poi lo leggono quattro gatti.
Vi voglio bene gattuzzi miei.
Mi piace anche andare per i mercatini (ma a chi non piace?) quando posso, con Giovanni davanti al pc che mi dice “Devi prendere qualcosa?” “No…” “E allora perché ci vai?…”.
Tsk, tsk, stakanovista ottimizzatore di tempo (solo quello altrui. Sapeste quanto me ne fa perdere per cercare queste cose)

…dicevo, mi piace andare per mercatini perché non è mai un’uscita inutile, sono luoghi vivi e fantasiosi e una passeggiata là rigenera. Tutta colpa dei venditori che per attirarti alla loro bancarella urlano a una qualunque “Signorinella?!?! Lei è davvero troppo bella!” abbastanza vanitosa o ingenua da sentirsi chiamae. E’ buffo scoprire le nuove rime o sentire per l’ennesima volta quelle vecchie.

Trapani è una città piccola quindi non ci sono chissà quali mercatini imperdibili da elencare (per vostra fortuna sarà un post breve :D), sono giusto due quelli più carini dove starei a perdere le ore: il mercato del pesce e il mercato del giovedì.

Prima di dirvi dove si trovano vorrei ricordarvi una cosa: contrattate! Sopratutto se prendete tanta roba. Per i prodotti freschi come i fiori e il cibo ricordatevi che la mattina c’è più scelta ma a fine mattinata potete benissimo tirare sul prezzo, vincerete facilmente (se non fate troppo i vastasi, ovviamente).

Il mercato del pesce attualmente si tiene in uno dei luoghi meno poetici del centro storico ma vuoi o non vuoi qualche foto bella la tira sempre e poi si trova vicino al porto peschereccio, alla Torre di Ligny e al mare, quindi una combo foto belle + spesa + visita alla Torre + bagnetto non è malvagia. Vicino al mercato ci sono tante bancarelle di frutta e verdura e negozi con prodotti tipici di tonnara e non, dove vi svuoteranno le tasche con prezzi un po’ cari rispetto a quelli del supermercato (ma è anche vero che qualche volta hanno prodotti più particolari non facili da reperire)
Nota per i più arditi: se avete preso un appartamento e avete la possibilità e la volontà di cucinare pesce ricordatevi che 1) Le bancarelle più lontane e grandi, in fondo al tendone, sono dei rivenditori, quelle più modeste che si trovano più avanti da metà tendone in poi sono dei pescatori, in teoria acquistare dai secondi dovrebbe dare più garanzie. 2) Contratta.
Non so perché scrivo questa stupidaggine ma se l’avessi letto da qualche parte l’avrei trovato utile 😀

Il mercato si svolge tutti i giorni della settimana dalle 8.00 alle 13.00 in Via Cristoforo Colombo
Vi lascio qua sotto la mappa per trovarlo partendo dal Granveliero (3 minuti a piedi)

Senza titolo-1

Il secondo mercato è quello del giovedì, detto anche “Il mercato più conosciuto dai maltesi“.
Oh, ma ce ne fosse uno che non viene già informato sull’esistenza di questo posto.
E’ un grande mercato simile ad un suk arabo, ci puoi trovare abiti, artigianato, tappeti, stoffe, piante, olive e caramelle. Ci ho comprato coperte, ciotole, scampoli di stoffa che a quelle ikea non hanno nulla da invidiare. In realtà è così vivo, strillone e colorato da essere bello da vedere anche se hai un paio d’ore libere e non devi prendere nulla e se non temi di incontrare qualche tua conoscenza (almeno due , tre volte ci si ferma a salutare qualcuno). Non c’è pioggia che faccia desistere gli espositori, se non viene un’Apocalisse d’acqua il mercato “s’ha da fare”. Non viene fatto solo se il giovedì coincide con una festività, allora viene anticipato alla domenica (capito signore maltesi?). Ora inizia il periodo delle feste e quindi al mercato si comincerà a sgomitare (letteralmente), il momento migliore è la mattina presto, prima delle dieci e mezza. Contrattate e tornerete a casa con il sorriso più alto. Valutate voi quando è il caso farlo, per mezzo kg di olive direi di no. Non deve sembrarvi una cosa sconveniente, la Tunisia non è così lontana e non si stupiranno se chiederete di fare cifra tonda.

Anche questo mercato viene allestito vicino al centro storico e si svolge il giovedì dalle 8.30 alle 13.00 al Piazzale Ilio salvo festività e bombe d’acqua. Dal Granveliero potete arrivarci percorrendo la strada di Corso Vittorio Emanuele per godervi l’ombra del centro storico oppure prendere la strada sbrilluccicosa del porto.

From Granveliero to Thursday Market Trapani Sicily

From Granveliero to Thursday Market – Trapani, Sicily

Ok, compiti fatti. Non ce la facevo a partire per due settimane senza scrivere nulla, è una cosa che rimando da troppo tempo e mi intristiva troppo.

Al solito, se vuoi darmi dei suggerimenti o chiedermi qualcosa sull’articolo, puoi scrivermi a :fioredinespula@gmail.com
Se vuoi dormire al Belveliero (che è proprio sul porto, così vi accorciate il tempo per andare al mercatino del giovedì 😀 ) puoi scrivere a : bebilveliero@gmail.com .
Se preferisci il Granveliero per fare i corsi di cucina scrivete a granveliero@gmail.com (aggiungi la parola d’ordine FIORE (avrai uno sconto) nella email! 😉 )

Fior di Sale

Finalmente il mio Fior di Sale è arrivato!

Grazie a conoscenze di conoscenze, ovvero io sono la ragazza di Giovanni, Giovanni è amico di Marruggio, Marruggio è il Signore della Salina Calcara (di cui vi avevo parlato anche QUA), che poi alla fine conosco pure io perché si esce insieme, sono riuscita ad aver gratis l’ultimo sacchetto di questo sale.
Voi direte “Eh capirai, quanto può costare un Kg di sale?“. Quello normale poco, quasi niente, il Fior di Sale assai assai.

Io fino all’estate scorsa non avevo idea di cosa fosse il Fior di Sale e conoscere il proprietario di una salina può anche avere dei risvolti romantici. Quando la sera non c’è nessun turista in salina e si organizzano mangiate tra amici (in estate, perché in inverno in mezzo alle campagne e con mille turbinii ventosi si gela) può capitare che lo zito ti inviti a fare una passeggiata romantica e silenziosa vicino alle vasche, al chiaro di luna.

Nelle notti senza luna le saline sono immerse nel buio, si vedono solo le luci della lontana città vicina, al di là del mare, perché a Trapani il porto e le saline si guardano a vicenda sopra un piccolo orizzonte d’acqua. Se non fosse per la nuvola di luce urbana potresti anche vedere le stelle e la Via Lattea e risolveresti il problema del camminare tra le vasche al buio rischiando di finirci dentro, perché quello della Via Lattea, non so se lo sapete, è uno spettacolo che ti inchioda.

Ma quando la luna piena c’è e vedi quello che hai intorno, una passeggiata senza stelle in una sera di fine Agosto val la pena farla, perché le stelle te le ritrovi tra le vasche. Tra Agosto e Settembre il sole picchia forte da queste parti e l’acqua delle vasche comincia ad asciugarsi. Il primo sale che affiora è un’isoletta pura ancora circondata da tanta acqua e abbastanza pulita perché le impurità sedimentano sul fondo. Prende la forma di tante piccole ninfee cristalline che brillano alla luce tenue della luna, il fior di sale appunto. In verità non so se si chiama così perché qualcuno ha pensato alle ninfee o perché è uno dei sali più pregiati in assoluto.

E’ un sale grezzo ma già abbastanza fine, pur non essendo lavorato. Viene raccolto a mano dai salinai, come si faceva anticamente, quando si cristallizza sulla superficie delle vasche per l’azione combinata del sole e del vento, per questo è un prodotto di Presidio Slow Food. Non ha additivi né conservanti e contiene un mix di sali minerali più variegato rispetto al sale normale oltre che una quantità di cloruro di sodio inferiore, per cui non copre troppo il sapore dei cibi. Questo che ho qui è bianco-argenteo, umido e abbastanza friabile al tatto.

Non usatelo per cuocerci la pasta, come sta facendo una signora di mia conoscenza perché non è andata al supermercato a comprare quello normale, ma centellinatelo per preparazioni più pregiate e anche un po’ insolite. Io per esempio me lo sono fatta dare per creare dei biscotti. Sì, dei biscotti al Fior di Sale, cercavo un’alternativa bio ma particolare ai soliti biscotti del panificio, per le colazioni ai B&B di Giovanni e ho fatto l’esperimento. Volevo qualcosa di tipico ma non banale (più tipico del sale a Trapani non c’è niente ma propinarlo così solo solo la mattina presto, insomma… 😛 ) quindi ho usato la ricetta di Sigrid Verbert presente sul suo bellissimo libro “Regali golosi” (il foodblog di Sigrid è Cavoletto di Bruxelles, una recente scoperta molto bella), eccola qui:

Biscotti Fior di Sale (Tempo Stimato: 2 ore tra impasto, riposo e cottura)

• 250 gr di farina 00
• 125 gr di burro
• 125 gr di zucchero
• 10 gr di zucchero vanigliato (io ho usato direttamente 2 gr di vanillina)
• 1 uovo
• 1/2 cucchiaino di Fior di Sale

Procedimento:
Setacciate la farina e mescolate insieme a zucchero, vanillina e sale. Aggiungere il burro freddo a cubetti e cominciate ad impastare sbriciolando gli ingredienti e facendo assorbire il più possibile in burro. Fate la fontanella su un ripiano, aggiungete l’uovo e impastate fino alla completa amalgama, formate una palla, coprite con la pellicola e fatela riposare in frigo per un’ora.
Dopo tirate fuori l’impasto, stendetelo su una superficie leggermente infarinata fino ad uno spessore di 4 mm circa e cominciate a tagliare le forme che preferite mentre il forno scalda a 160°C. Disponete su una teglia coperta con carta forno e cuocete per 13 minuti (10 se li volete chiari)

Vengono tra i 35 e i 40 biscotti e sono superbuoni, 3 euro per tutti gli ingredienti e sono stati già spazzati via. Si vedono i cristallini di sale sulla superficie, sono molto “vanillosi” ma con quel granello di sale ben distinto che non guasta. Particolari!

Se vuoi darmi dei suggerimenti o chiedermi qualcosa sull’articolo, puoi scrivermi a :fioredinespula@gmail.com
Se vuoi dormire al Belveliero puoi scrivere a : bebilveliero@gmail.com .
Se preferisci il Granveliero per fare i corsi di cucina scrivete a granveliero@gmail.com (aggiungi la parola d’ordine FIORE (avrai uno sconto) nella email! 😉 )