Musica siciliana per una passeggiata di domenica

Oggi post en passant della domenica (e terminato lunedì), ancora più frivolo del solito ma che ci sta tutto. Le ultime settimane sono state di fuoco e di sclero perché i progetti e le priorità cambiano e fare reset e infilarsi in altri schemi non è semplice, di sicuro non hai tempo di farti venire l’abbiocco. Bando alle ciance oggi ho deciso di cavarmela con poco e vi ho fatto una playlist della domenica, rigorosamente made in Sicily e senza infilarci Carmen Consoli (lo so che avevate già pensato a lei ma me la cavo con poco, mica cu’ nnente…tiè)

Sono canzoni per un primo giorno della settimana, perché è quello in cui rinasci, quando ti alzi tardi e con calma, fai colazione in mezz’ora e alle dieci lo zito ti guarda in faccia e ti chiede “Dove andiamo?” e partite tardissimo e non arrivate a fare tutto ma per fortuna non c’è un tutto da fare entro domenica.

Questa è una playlist per gli stati d’animo nelle diverse ore della domenica, almeno quelli miei, sono quasi tutte canzoni di ragazzi siciliani poco conosciuti o non conosciuti tanto quanto. Ci sono anche piccole perline di produzione indipendente con video “fatti in casa”, girati in siciliani luoghi segreti (agli altri).

1. Passi lenti appassionati – Akkura

Perché i passi di domenica sono proprio così, lenti e appassionati, a suon di tromba, trombone e percussioni, la mattina appena svegliati senza traumi.

“Il sole non muore, seguimi a passi lenti e poi… se vuole il sole, ho scarpe nere appassionate a te.
Oggi non ho fretta e spero di incontrarti ancora, ho parlato a mio fratello, il capitano, per andare in barca a vela sul Kilimangiaro se non piove”

2. Piove di Domenica – Iodasola

Voi non lo sapete ma quest’anno ha piovuto tanto, tanto, tantissimo e anche quando non pioveva si riservava di farlo… di domenica, giusto giusto quando io posso uscire e ricaricarmi. Ho trovato questa canzone in un’ennesima domenica di pioggia e anche se non sono uscita (perché qua non si esce se piove, per principio e abbassamento critico della melatonina in gente non abituata) non ero triste, sarà stata la musichetta sotto…

3. Let me be – WAINES

Perché ok le cose con calma, ma bisogna riattivare il metabolismo, pensare a dove andare e cominciare a vestirsi. Dei WAINES è troppo buffa la storia del loro nome. Dopo i concerti andavano a prendersi la pizzetta da Benny, che definiva tutti i suoi prodotti Namber Waine 😀 Hanno deciso di chiamarsi così in suo onore, al plurale e tutto maiuscolo perché la loro musica deve essere sentita a volume alto! La Pizzetteria di Benny Namber Waine (che forse oggi si chiama Pizzeria Goethe) si trova dietro il tribunale, in via S. Lo Forte (a Palermo) e dicono che le sue pizzette siano veramente buone (mi riservo di testare prima o poi, una domenica qualsiasi).

4. A Erice – Jaka

Poi arriva il momento della scelta, oggi si va là (o lì o ululì) e non si prende l’autostrada, prendiamo una panoramica statale!!! Perché è romantico, pure se ha piovuto a dirotto e hanno chiuso la strada inserendoti in un circuito delirante di straduzze dove il cellulare muore e cartelli arruginiti in mezzo alle campagne dell’entroterra. Devi fare per forza una ricarica di reggae trapanese D.O.C. Fidatevi quello di questa canzone è un reggae anche per non addicted e in un dialetto quasi comprensibile. Il video è un’ondata di tenerezza e allegria, girato tra il quartiere Trentapiedi a Trapani, dove c’era la mia scuola elementare e le viuzze (assolate, per fortuna) di Erice 🙂

5. FolkRockaBoom – Pan del Diavolo

Scoperti da poco, sono un duo folk (sì, folk) palermitano. Questa canzone è per quando ormai vaghi da un paio d’ore per le stradine deserte tra campi e paesini che ancora portano le profonde ferite di terremoti di 50 anni fa e ti viene una malinconia silenziosa. Non essere circondati da traffico e vedere tutti i mutamenti nuvolini del cielo invita alla riflessione e porta un torpore languido e straniante. A proposito di paesini terremotati, il video è stato girato a Poggioreale, un paese completamente distrutto nel ’68 e abbandonato. Per una gita diversa.

“Vivi ogni giorno di passioni, sulle tue spalle tutto il peso del mondo. Io mi difendo da solo e aspetto che passi il mio nemico a galla e con lo sguardo spento. Se ci credi a volte capita”

6. Involontariamente – Roberta Prestigiacomo

“Quest’apparente cosa che non va, ti osserva mentre ridi dei tuoi pregi. Indossa la tua stessa vanità e con o senza te si regge in piedi. Stavolta hai deciso di prenderla così, vuoi riscoprire le piccole cose. Cosa c’è di meglio di così? Tutto il resto potrai farlo aspettare…e involontariamente speri che oggi sia meglio di ieri”

Perché dopo un giro di pensieri la situazione magari è ancora malinconica ma tende all’ottimismo. Le passeggiate senza meta sortiscono l’effetto di metterti in pace con te e i tuoi buoni propositi. Lei è Roberta Prestigiacomo ed è un talento trapanese che ho avuto il piacere di sentire più volte senza bisogno di sgomitare (nel senso che ci conosciamo non che abbia due fans, può avere mai due fans una che canta canzoni così belle? Continuare ad ascoltare per credere :D). Questa è la canzoncina entrata in testa in modalità ad libitum

7. Non sostare (senza di te) – La rappresentante di lista

Ho conosciuto questo gruppo per caso, credo facessero parte del collettivo che teneva in vita, letteralmente, il Teatro Garibaldi, vicino Piazza Magione, a Palermo. Un teatro completamente ristrutturato ma non più aperto al pubblico che un bel giorno fu occupato, anzi oKKupato, da artisti per fargli fare quello che doveva fare, il Teatro, aperto a tutti e con spettacoli veri, corsi di ballo, musica e recitazione. Iniziativa bellissima andata in fumo perché qua alla gente (alcuni tipi, spesso chi può dare certi permessi, chi vuol capire capisca) le cose belle non piacciono. I testi di questi ragazzi a volte sono surreali e confesso di non capirli sempre ma il sound attecchisce e loro sono teneri. Questa canzone ha un testo striminzito e umano ma il “Lo farò! Lo Farò! Lo FARO’!” dà molta carica e convinzione (per le riflessioni di cui sopra)

8. Aquilarco #8 (Aria) – Giovanni Sollima

Presa dalla colonna sonora dei “Cento Passi”, il film su Peppino Impastato, che prima non conosceva nessuno e ora conoscono tutti (purtroppo molti lo “conoscono” solo per sentirsi “avanti”). Questo pezzo mi piace perché il violoncello sembra allucinogeno e onirico. Mi fa venire in mente le passeggiate lunghissime che facevo da piccola al mare, a Marausa, in agosto alle due del pomeriggio. E’ una spiaggia lunghissima che si spopola per il caldo torrido e allucinante e diventa un deserto con l’orizzonte sormontato dalle ondine di aria rovente a cui si sopravvive solo passeggiando con i piedi in acqua.

9. Alone and Alive – Fabrizio Cammarata & The Second Grace

Anche qua una canzone un po’ malinconica ma ormai si è arrivati a dopo pranzo e la domenica sa sempre meno di domenica e sempre più di sta iniziando la settimana nuova. Il video nasconde perle palermitane, compaiono ben due palazzi nobiliari in cui, se vi capita di passeggiare da quelle parti, dovete entrare, anche per farvi un’idea di come vanno le cose a Palermo. Sono messi male, retti da ponteggi, hanno coorti bellissime piene di macchine e motorini bruttissimi. Sono nel centro storico e da fuori non gli daresti un centesimo, ammesso di accorgetene. Uno è il Palazzo Cattolica, classe ‘700, in via Alessandro Paternostro, la stessa dell’Antica Focacceria San Francesco, sono vicinissimi. Se c’è il portiere trovate il portone aperto, infilatevi e salite le scale, senza la paura dei ponteggi. Trovato per caso, un giorno ci farò un post a parte già in cantiere. Le avete viste le scale a onde, nel video? Anche quelle trovate per caso, sono nel Palazzo dei Principi Filangieri di Cutò, coetaneo del primo, si trova in Via Maqueda al numero 26. Buona passeggiata 🙂

10. Il principe azzurro – Iotatola

La signorina della Traccia 2. prima faceva parte di questo duo. Anche questa è una canzoncina che ti entra nella testa. Il video è pure particolare, un’infografica sul pupo tarlato di Orlando, qui preso come emblema del Principe Azzurro.

“Il padre dei miei figli, l’ennesimo, una femmina e un maschio il matrimonio perfetto. A Natale dai miei a Capodanno dai tuoi, una favola antica che sognavo da una vita. Piango, mi tormento, sono disperata, mi arrabbio. Piango con sgomento, sono disperata, mi strazio, ma poi penso… che non me ne frega”

11. Flowers Blossom – Thony

Volevo scrivere un post di questo tipo da tanto tempo anche solo per condividere con voi la scoperta di questa cantante palermitana bravissima e diventata famosa (beh famosa…famosina diciamo) per aver recitato e composto la colonna sonora del film “Tutti i Santi Giorni”. Questa è la canzone per la fine del pomeriggio, mentre si torna in macchina insieme stanchi ma contenti, al tramonto, e il tragitto sembra diverso da quello di prima e sei contento in fondo di ritornare a casa, girovagare senza meta sempre alla fine stanca. Sia il film che l’album Birds sono delicati e teneri e valgono la pena, lo giuro 🙂

“So follow my light, my dear. My love against your sorrow will heal all of your scares, I swear.”

12. Satellite – Colapesce

Lei la conoscete sicuro perché è Meg (una volta militava nei 99 Posse), lui non so se lo conoscete. Satellite mi piace perché sa proprio di ritorno dal mare prima della sera, del languore e della stanchezza quando si torna verso le sette. Ancora c’è una luce calda che entra dagli scuri semiaperti e in casa si vede che non c’è stato nessuno tutto il giorno e ti accoglie silenziosa come di mattina presto ma con dolcezza come nelle sere d’estate.

13. S’iddu moru – Laura Lala Sade Mangiaracina

Il testo è un mix di un verso di un’aria di Cavalleria Rusticana, in dialetto e la canzone popolare siciliana “Abballati, abballati” (Ballate). Mi ricorda di quando una volta davo lezioni di siciliano al mio amico romano Fabio e lo misi alla prova con questa canzone “Ok allora, io ho capito questo : Ballate, ballate, che se non ballate bene, non vi canto e non vi suono…ma io non capisco, ma questo Moro chi è? che c’entra?” e niente Fabiù, che c’entra? “E s’iddu moru” vuol dire “E se io muoio”… XD

“E s’iddu moru e vaiu in ‘mparadisu, ci rici ‘ca s’un ti cci trovo, mi votu e m’innivaiu”

14. Nowhere – Omosumo

A Palermo i componenti dei gruppi si rimescolano, sperimentano e creano sounds nuovi. Fu così che uno dei WAINES (sì, traccia 3.) finì a fare l’Omosumo e a dedicarsi alla musica electro-pop. Per quando la città si riaccende di luci, domani si torna al lavoro ma ci si spara le ultime cartucce di energia in un locale e dallo scintillio dei tramonti si passa a quello dei neon palermitani. Oppure per un’alba del lunedì.

15. Soltanto Noi – Roberta Prestigiacomo

Il testo è scritto da una Poetessa . L’ho messa perché mi piace finire così la giornata con Giovanni.

Ok, ho finito la domenica sicula, vi do un bacetto sulla fronte, un abbraccio, che dopo il riposo mi prende bene e un immaginario cd con la playlist e l’elenco scritto con il pennarello nero sopra, passate tante buone domeniche dal sapor siculo 🙂

Ecco qui tutti i siti dei miei collaboratori di post: Akkura, WAINES, Jaka, Pan del Diavolo, Roberta Prestigiacomo, La Rappresentante di lista, Giovanni Sollima, Fabrizio Cammarata & The Second Grace, Thony, Laura Lala Sade Mangiaracina, Omosumo.

Se vuoi darmi dei suggerimenti o chiedermi qualcosa sull’articolo, puoi scrivermi a :fioredinespula@gmail.com
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Fumetto-post: ‘Quando la neve arriva in Sicilia’, sulla follia natalizia, la neve feticcio e il concetto siciliano di abbigliamento tecnico

Oggi esordisce un tipo di post un po’ diverso, piccolo e fumettoso, se non posso dare sfogo alla mia usuale logorrea almeno vi mollo questa chicchina grafica piccina picciò, così il post diventa ancora più veloce da leggere e, spero, più carino. Non l’ho disegnato io ma è una produzione veloce di Palzaz.

Questo mini post è frutto di una Annunciazione di due giorni fa che voglio condividere velocemente con voi, anche perché devo ancora smaltire le tonnellate di burro e uova mandate giù in questi 5 giorni e che mi ammorbano il neurone, quindi di più non riesco a produrre.

E’ stato un Natale caldo, letteralmente, 18°C (vi faccio presente che Natale arriva verso la fine di Dicembre e che la Sicilia è sull’emisfero boreale, un bel po’ sopra l’Equatore), io spignattavo a maniche corte e riuscivo a ricordarmi del Natale grazie agli effetti postumi sul mio buon gusto dell’infanzia a base di Mamma ho perso l’aereo, che ogni anno rimbalza indietro e viene rigurgitata sotto forma di: albero + tre tonnellate di decorazioni in perfetto Macy’s style, presepe + pietre vere + rami di cipresso + tutti gli insetti che stavano sotto le pietre e tra i rami di cipresso, alberi e mini presepi supplementari sparsi ovunque, luci, presine + grembiule a tema, candele…e poi, per non tediarvi oltre, passo ai miei preferiti, i fiocchi di neve di carta, quelli ritagliati a mano e che mia nipote fa vedere ai compagni quando passa con lo scuolabus per recarsi in palestra (da noi a Trapani buona parte delle scuole non ha la palestra e i bambini/ragazzi vengono dislocati in palestre comunali fatiscenti. Una sola a dire il vero, ma vabbé…).
Comunque come stavo dicendo Trapani è una località di mare, anche qui fa freddo due mesi l’anno ma mentre noi moriamo con dodici gradi e vento fridduso che ti taglia la faccia a 40 nodi, i turisti ci sghignazzano dietro e sfottono, perché da loro sì che fa freddo e magari arriva pure la neve.

Ecco, la neve, il vero feticcio dei trapanesi e di tutti i siciliani che vivono sulla costa. Ma chi l’ha mai vista la neve? Qui piove, spesso c’è vento e fa freddo e non piace a nessuno un inverno così, insomma almeno facesse freddo e venisse la neve! Per poterci giocare. Perché è molto romantica, come nei film americani. Perché le scuole chiuderebbero e questo sarebbe ancora più romantico. Ecco perché ieri, mentre si passava la classica serata mondana natalizia dei siciliani e si giocava all’asso che corre in 20, quando la Poetessa mi disse ‘Sul meteo è scritto che nei prossimi giorni nevicherà ad Erice!‘ il mio cuore rispose con un EVVIVAAAAAAAAAAAAAAAAAAA!!!!!!!!!!!!!!!!!!

Erice è la montagna che sovrasta Trapani. Alta 751 metri, per poco riesce ad essere elevata al rango di monte e su di essa i trapanesi scaricano tutte le aspettative scaricabili su una montagna, neve compresa, che però non c’è mai quasi mai.
Ricordo però di una nevicata, tanti anni fa, nel vecchio millennio, e ricordo che tutti quella volta salirono ad Erice, fin dove si poteva senza le catene, perché qui non le ha nessuno. Ricordo di un fazzoletto di neve 4 metri x 4 metri preso d’assalto da una sessantina di persone, tutte a contendersi il fango e quella magica acquetta cristallina per fare cento pupazzi sbilenchi di colore incerto (in realtà abbozzi pseudoantropomorfi ma ci manca l’allenamento). Sono passati 16 anni, o forse 15 o 13, qua mi stanno facendo venire i dubbi, e ancora se ne parla, i bambini si erano messi due paia di pantaloni per affrontare il Grande Freddo e dopo allora solo pochi piccoli episodi nevischiosi ben lontani da quella storica gloria nevosa durata ben due giorni! Forse voi sfottete ma per noi la neve è una cosa bellissima e romanticissima quindi godetevi il primo fumetto del blog, “Quando la neve arriva in Sicilia“.

Quando la neve arriva in Sicilia

Quando la neve arriva in Sicilia

Poiché la rivelazione “Neve a Erice” è stata fatta dalla Poetessa ecco qui il suo blog: gabriellafigliomeni.blogspot.it
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Metti un weekend con Federico III ed Eleonora d’Angiò ad Erice. Tra comparse e schermidori adesso è davvero Medioevo!

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Sì un weekend, non un paio d’ore come fanno tutti.

Primo tentativo sabato scorso di sera: viaggetto in funivia, cena in un ristorante ericino troppo buono, si fanno le 22, sentiamo in lontananza i tamburi e cerchiamo di dirigerci verso il tam tam.

Niente, sono passati e hanno finito.

Incrociamo una ragazza in tunica mentre a noi stanno cadendo le mani per il freddo e niente, il corteo con i mangiatori di fuoco passerà tra non meno di mezz’ora ma intanto possiamo provare al castello che ancora qualcosa la fanno, ci sono gli stands e uno spettacolo teatrale. Andiamo!

…e dopo una giornata a menarla mica aspettano noi, quelli stanno sbaraccando tutto. Mentre gli altri si tolgono i costumi noi riusciamo a raccattare un bicchiere di Inzolia, con libera offerta, versato da una brocca di maiolica, che fa tanto scena, e da un oste medievale, che fa ancora più scena.

Ehi un momento! ritorniamo in piazza! La ragazza ha detto che ci sono i mangiatori di fuoco. Si ritorna in piazza allora, vabbè secondo te non troviamo lo spettacolo già finito e la fiumana di gente che ha visto tutto e commenta?

Di questo “incontro” c’è rimasta solo la visione di drappi broccati svolazzanti per le strade principali 😦 ‘Amore, facciamo un giro tra stradine piccine picciò mentre tu guardi i cortili e io mi ammiro i batacchi’, e dopo un quarto d’ora, sconfitti dal freddo (in realtà Giovanni): “Tesoro, torniamo a casina”.

Fine Primo Round.

A proposito, è la FedEricina, una manifestazione medievale per ricordare la venuta ad Erice di Federico III e di sua moglie Eleonora d’Angiò durante i Vespri Siciliani. E’ il primo anno che la fanno e ha richiamato diversi gruppi di suonatori, figuranti e schermidori da tutta la Sicilia.

Sor Federico...

Sor Federico…

...e la Sora Eleonora

…e la Sora Eleonora

Secondo Round.

Due giorni dopo , Festa della Repubblica. Giovanni inaspettatamente libero, tempo che minaccia pioggia ‘Tesoro dove vuoi andare?‘… ma per una volta che fanno una cosa figa vuoi che non si ritorni? Tanto piove e alle saline non si apprezza bene con i nuvoloni, torniamo a Erice!

Evviva!!!! Il corteo c’è, c’è, c’è ancora! Ci arriviamo per il rotto della cuffia come al solito nostro, ma ci arriviamo.

E’ il raduno dei “cortei Storici di Sicilia” e li becchiamo durante la sfilata verso Porta di Trapani, sulla strada principale, direzione il Real Duomo. E’ una sfilata che dà soddisfazione perché è davvero lunga, ma non troppo e puoi godertela abbastanza senza annoiarti. Inoltre la strada, Corso Vittorio Emanuele, non è che sia grandissima, quindi potevamo ammirare l’imponente lavoro di sartoria e volendo avere pure la sfacciataggine di toccarlo, tanto eravamo vicini. Tra perle, ricami e cotte metalliche sembra di essere nella versione (molto) educanda del Trono di Spade.

Federico ed Eleonora nella mia versione (più carini)

Federico ed Eleonora nella mia versione (più carini)

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Sembrano le Tre Marie del panettone! :D

Sembrano le Tre Marie del panettone! 😀

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Cosa si ricorda? La venuta di Federico III e di Eleonora d’Angiò a Erice durante i Vespri Siciliani, nel XIII secolo. Ma come, Erice è così antica? Beh se pensate che qui si parla dei primi insediamenti nell’VIII secolo a.C. praticamente Federico è venuto ieri. Senza voler annoiare nessuno con una lezione di Storia (magari un’altra volta), i Vespri furono una rivolta dei siciliani che non volevano essere dominati dai francesi e chiesero aiuto agli Aragona. I siciliani chiesero a Federico III di diventare il loro re e fu ufficialmente eletto dal Parlamento siciliano, un Parlamento all’avanguardia, in anticipo anche su quello inglese, visto che vi faceva parte anche una rappresentanza cittadina che poteva partecipare all’elaborazione delle leggi (almeno sulla carta). Insomma Federico accettò e non si spostò più dalla Sicilia, ma se la girò in lungo e in largo e arrivò anche ad Erice, per poter continuare la guerra contro i francesi e contro Napoli.

Se aguzzate la vista vedrete la bandiera della Sicilia, nata proprio in occasione dei Vespri!

Se aguzzate la vista vedrete la bandiera della Sicilia, nata proprio in occasione dei Vespri!

La torre accanto al Duomo infatti era una torre di avvistamento, poi riciclata in campanile. Anche il Duomo fu fatto costruire da Federico, come ringraziamento per l’ospitalità, peccato che per farlo fece usare pezzi dell’antico Tempio di Venere e infatti dicono che si possono vedere delle croci egizie molto più antiche (“dicono” perché io ci sono entrata solo una volta e non me la ricordo molto bene, quindi con la scusa del blog mi segno una seconda visita e poi vi dirò 😉 ). Il Duomo in realtà serviva anche a mettere tante pietre sopra il culto di Venere non ancora scomparso del tutto.

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C'è pure il monaco, tiè :D

C’è pure il monaco, tiè 😀

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Dentro non è più come l’originale, e un giorno faccio una scappata e ve la mostro, è in stile neo-gotico ed è tutta bianca, sembra fatta di panna montata, poi capirete il perché!

Dicevo, Federico qui ci arrivò con la moglie, ‘a Signura Eleonora, di cui si sa poco e niente visto che, anche se regina, sempre donna era e quindi chisseneimporta. Mah. Però si sa che la fecero sposare a dieci anni con un coetaneo e annullarono il matrimonio per la giovane età degli sposi (eh!). In compenso non fu considerata troppo giovane a 12 anni per sposare Federico e mettere in cantiere due anni dopo il primo dei nove real pupi. Non so quanto potrebbe interessarvi questo ma il gossip è sempre meno fuffoso delle date dei Vespri direi.

In realtà della FedEricina ho poco da dirvi perché nonostante la scelta di una data a prova di solleone e di nubifragio, quel giorno ci siamo beccati pioggia assuppaviddani (letteralmente ‘inzuppa contadini’, pioggerella sottile sottile che non distoglieva i contadini dal lavoro, per cui alla lunga si bagnavano) e un vento che giusto a Cime Tempestose, quindi niente spettacoli di fuoco e tantomeno sbandieratori! In compenso ci siamo visti una bella danza e sopratutto un duello di scherma medievale, con spade da 8 kg l’una. Se non fosse stato per le antenne sui tetti, con tutti i figuranti intorno, sarebbe sembrato davvero il XIII secolo e noi ce lo siamo goduto dalle scale del Duomo, mentre la gente fuggiva per gli schiaffi del vento.

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Non ho resistito :)

Non ho resistito 🙂

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Peccato per i loro sforzi ma bello per noi perché se ci fosse stato bel tempo qui sarebbe stato strapieno e a me sinceramente non piace. Erice è bella girarsela quando c’è poca gente e cammini per le strade silenziose e puoi guardare dentro una chiesa sconsacrata dalle fessure del portone. Ve la sconsiglio decisamente in estate, dovreste sgomitare, letteralmente, e non vedreste nulla.
Ad un certo punto pure noi siamo fuggiti e ci siamo messi a passeggiare per le stradine terziarie e i cortili. Senza la mini (per fortuna) confusione durante la sfilata, paradossalmente si apprezzava di più l’atmosfera medievale, ma il tocco di colore delle ragazze in costume non stava male 🙂

Fioriiiiiiiiiiiii :)

Fioriiiiiiiiiiiii 🙂

Tempo brutto, ragazzo carino ;)

Tempo brutto, ragazzo carino 😉

Mentre infilavamo la testa nei cortili abbiamo perfino chiesto ad un vecchietto di farci ammirare il suo, uno dei più belli di Erice a detta sua, ma questo ve lo dico un’altra volta!

Se vuoi darmi dei suggerimenti o chiedermi qualcosa sull’articolo, puoi scrivermi a : fioredinespula@gmail.com
Se vuoi dormire al Belveliero e poi andarti a fare un giro ad Erice puoi scrivere a : bebilveliero@gmail.com (aggiungi la parola d’ordine FIORE nella email! 😉 )