Nuvole di salina. Storia di due amanti in fuga.

Trapani salt pans with Erice view

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Se stai con un uomo che lavora con il turismo in una città di mare, l’estate non esiste.
Nessuna quindicina di ferie per squagliarsi ogni giorno in spiaggia, nessun test su Fb ‘Sei racchettonista o tintarella forevva?’, niente Cosmopolitan con cui azzerare definitivamente il neurone sciolto e non caschi in quelle situazioni da ‘Tesoro, ci sono i bambini!‘.

Bon, ne abbiamo preso atto.

Ci si consola pensando ai nostri quarant’anni pelle liscia come la seta e a quelli dei nostri amici pelle arrapacchiata come una mela vecchia 3:D

In estate io e Giovanni diventiamo amanti e la nostra relazione un susseguirsi di lillipuziane fughe romantiche. Come ogni relazione clandestina che si rispetti l’idea da tenere bene in mente è quella del ‘Carpe diem‘, cogli l’attimo, quello in cui si prospetta (si prospetta, eh!) che tutto il mondo si dimentichi misteriosamente del numero di cellulare del mio amato per un paio d’ore perché è dall’estetista, all’allenamento di tennis o al mare con un’amica e tu, amante impegnata in millemila faccende mentre ogni tanto un pensiero fugace scivola nella constatazione del tuo amore proibito, ricevi la tanto agognata telefonata ‘Sono libero fino alle sette!‘.

EVVIVAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAA finalmente si va al mare!!!!!

Per qualche ora possiamo uscire allo scoperto e non vergognarci del nostro amore, sconosciuti ragazzi in fuga in mezzo a sconosciuti professionisti della tintarella che non hanno niente da chiederti per questa estate, perché tanto la loro cabina al Lido delle Sirene l’hanno prenotata dieci mesi fa e schifano la tua pelle da worm dall’alto delle loro depilate sopracciglia oleose.

Tiri fuori il costume dalla naftalina, ti metti tre litri di crema protezione bambini, infili nello zainetto di battaglia il telo cercato per due ore a casa perché nemmeno te lo ricordavi più dove fosse riposto, come una deficiente non fai altro che pensare ‘Evviva si va al mare, evviva andiamo al mare, evviva non sembreremo più dei cadaveri, evviva, mi ricorderò ancora come si fa? Per fortuna dicono che nuotare sia come la bicicletta, non si scorda più’.

EVVIVAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAA

E’ in questo frangente che la dolce metà cade in un coma profondo e recupera le energie perse nell’ultima devastante settimana di inizio agosto e fa passare le ore.

Porca paletta! E il mare???

Come tutti gli adulti sanno, o dovrebbero sapere, quando deludi simili aspettative fanciullesche DEVI RIMEDIARE e non c’è storia. Quindi arriva il compromesso della fuga alle saline Calcara in un’ora e mezza.

Presa!

Anche perché le luci dopo le cinque e mezza cambiano e tra acqua, sale, fenicotteri e scintillame diventa una minifuga muy romantica e tranquilla. Via veloci allora, svicolo per Nubia e dritti verso il cancello delle Saline Calcara. Una volta ci si poteva entrare, ora non più, ma conosciamo Marruggio e allora magari possiamo entrare ( lo spirito non è il menefreghismo per le regole, è l’ottimismo maschile e la fiducia nell’amicizia :D).

E infatti appena ci beccano ci dicono di tornare indietro perché la macchina qui non ci può più entrare, ordini del WWF. Ottimista torna indietro con la macchina e io vado a far foto senza fretta e telefonini in giro. Solo le vasche e l’acqua ferma. Silenzio.

tufo della salina calcara a nubia

salina calcara a nubia

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Silenzio Scintillio Terra Sole

riserva delle saline a trapani
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Silenzio
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riserva naturale salina calcara trapani
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Ma il silenzio comincia a fare rumore. Qua l’acqua non è tutta ferma nelle vasche a luccicare, c’è un piccolo fiume salato che viene dal mare, proprio dove ci sono quelle poche piante verdi in mezzo al deserto di terra rossa e sale. Va così piano che si sente appena ma sotto le righe stondate della corrente è vivo e qualcosa, forse un pesce, ti fa venire il cuore a nocciolina con il suo guizzo poco più avanti, restano solo i cerchi. E’ il posto o il momento o tutti e due dove non ti chiedi niente e non pensi a niente.

Guardi e basta.

Nemmeno osservi perché se osservi pensi.

Guardi e ascolti.

E te lo godi senza pensare di farlo.

Lo senti.

riserva naturale saline di nubia

animali in salina

Ad un certo punto a farsi sentire davvero sono gli uccelli, che si sono riappropriati di questo deserto e anche la cadenza dei loro versi è diversa, non all’unisono, non tutti insieme, non un baccano confuso di starnazzatori ma quasi un botta e risposta, un dialogo nella Natura che non turba l’armonia di questo posto, anzi la enfatizza perché si sente libera di esprimersi. Durante le pause nel dialogo qui c’è così tanto silenzio che senti i passi delle formiche e il crit crit sul terreno di non so che insetto. E’ in questa oasi che ti viene da fare quello che magari non faresti quando sei con gli altri e magari di fretta, passeggiare sui muretti tra le vasche.

Stradina stretta ingombra di piante mai viste e acqua allippata di verde a destra e a sinistra, ormai sei in mezzo alla palude e indietro non si torna, tanto vale farsi tutto il percorso in mezzo alle nuvole specchiate a raccogliere conchiglie sulla terra, tra le piante unite da ragnatele.

salt pans in sicily

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Ma chi ti insegue qua per questa ora? Gli altri fanno cose serie, tu scopri i bozzoli tra le piante. La presenza umana è lontana, qualche turista in fondo lo vedi, sul solito stradone principale, quello che porta direttamente al mulino e ha l’aria rassicurante dell'”autorizzato“. Tra le saline non so se sia proibito passeggiare, qui semplicemente non c’è nessuno a dirti di no, quindi chissà ma intanto mi godo il deserto di luce dove di tanto in tanto si scorge qualche residuo di umanità, una carriola, per ora abbandonata perché ancora è presto per la raccolta del sale.

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E’ in questo percorso strambo che mi raggiunge il principe con la maglietta azzurra e per fortuna non ha l’aria di pensare ‘Ma tu vedi dove si va ad infilare questa qua‘.

Insieme saltiamo da una vasca all’altra, tenendoci lontani dal mulino a noi così familiare, girandoci intorno a guardarlo come non lo vediamo mai, dai lati ammucciati, fino ad arrivare in una spiaggia, ma pure questo c’è in salina, rive bassissime di terra marziana incrostata di sale e bagnata da acque terrestri. I pesciolini neri sulla riva nuotano ignari della tua esistenza, tu sei grande ma questo non li turba minimamente.

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E poi alla fine ci arrivi, il deserto cambia, dal caldo rosso al bianco glaciale che brucia, ti fa la pelle di cuoio rimandandoti mille soli e ti acceca, ma di questo all’oasi tutta intorno, vicina eppure lontanissima, non importa e squadre di fenicotteri rosa si alzano in volo ordinate.

Ormai siamo sullo stradone battuto dai turisti, un’ora e mezza è passata.

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Pensavate di scansarvi i fiori almeno qui in salina? Non scherziamo, eh!

Pensavate di scansarvi i fiori almeno qui in salina? Non scherziamo, eh!

Se vuoi darmi dei suggerimenti o chiedermi qualcosa sull’articolo, puoi scrivermi a : fioredinespula@gmail.com
Se vuoi dormire al Belveliero e puoi scrivere a : bebilveliero@gmail.com (aggiungi la parola d’ordine FIORE nella email! 😉 )

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